Poggibonsi Valdelsa - cose da vedere in Poggibonsi Val d'Elsa |
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Poggibonsi

Santuario di Romituzzo a Poggibonsi
Sorto verso la fine del Duecento nel punto nevralgico di confluenza tra i fiumi Staggia ed Elsa, Poggio Bonizio venne distrutto nel 1270 da Guido di Monforte, ma risorse nella pianura sottostante presso il borgo di Marturi.
La
città, fortemente colpita dal secondo conflitto mondiale, si presenta oggi come
un centro essenzialmente moderno, il maggiore polo industriale e commerciale
della Valdelsa. Nel centro urbano, le chiese cittadine, San Lorenzo e la
Collegiata, e il Palazzo pretorio, con gli stemmi podestarili, affiancato da una
torre merlata.
Da
vedere la fonte delle Fate (XIII secolo), opera di Balugano da Crema, con belle
arcate ogivali, la rocca di Poggio Imperiale, fortezza incompiuta disegnata nel
1478 da Giuliano da Sangallo per Lorenzo il Magnifico e il trecentesco convento
di S. Lucchese, camaldolese prima e poi dal 1213 francescano; ricostruito dopo
la seconda guerra mondiale, conserva affreschi dal XIV al XVI secolo e un'urna
con le spoglie di S. Lucchese, patrono della città.
Arte e Architettura di Poggibonsi e dintorni
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Il Borgo e il castello di Staggia Senese |
| Dell'antico castello dei Soarzi rimane oggi la base della torre interna, mentre del palazzo fortificato dei Franzesi, si conservano le due torri circolari. Il borgo ha ancor'oggi un aspetto medievale anche se sono rari gli elementi architettonici riferibili a quell'epoca. Le mura, sono intervallate da sei torri quadrate ed una poligonale che intercettano il cammino di ronda posto all'interno e del quale ancora esistono le mensole di sostegno in pietra. A Nord, si apriva la porta Fiorentina e la porta a Lecchi ed a Sud la porta Romana, distrutta nel 1944. |
| All'interno del borgo, è la chiesa di S. Maria, un tempo dipendenza della pieve di Marturi. Il suo impianto è romanico (forse sec. XIII), ridotta poi a forme moderne nel 1878 e nel 1904, anno in cui fu innalzata la torre campanaria con cuspide. L'interno della chiesa è a croce latina; a sinistra, entrando, è visibile la fonte battesimale dello scultore staggese Cesare Capezzuoli; dello stesso autore è anche la Via Crucis. Sulla parete di sinistra, pannelli in bronzo con episodi del Nuovo Testamento dello scultore Giulio Capezzuoli, sempre di Staggia. I due occhi che danno luce alle cappelle del transetto sono del 1500, mentre il bellissimo ciborio in pietra serena è in puro stile rinascimentale. Dietro l'altar maggiore, spicca il seggio presidenziale in travertino dell'architetto Alessandro Bagnoli. Accanto alla parrocchiale è situata la quattrocentesca chiesa della Misericordia: all'interno di essa si conserva un bel crocifisso ligneo policromo seicentesco. Nell'attiguo museo sono esposte alcune importanti opere d'arte fra le quali emerge La Comunione di S. Maria Maddalena trasportata in cielo dagli angeli di Antonio Pollaiolo che fu dipinta in Staggia quando il pittore, trovandosi a lavorare a San Gimignano, in seguito ad una malattia, fu ricoverato nello spedale di Staggia e dipinse questo santa perchè tra la popolazione del luogo era vivissimo il culto di S. Maria Maddalena. |
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